PEPERONI DELLA MAMMA


Ingredienti:
Tre grossi peperoni
Pangrattato di pane casereccio
Sale integrale
Olio EVO

Procedimento:
Lava e pulisci i peperoni togliendo i semini e i filamenti bianchi. Tagliali a pezzettoni. Fai scaldare abbondante olio EVO in una padella e friggi i peperoni. Raccoglili con una schiumaiola e ponili sulla carta assorbente. Salali e rimettili nella stessa padella in cui li hai fritti dopo aver tolto quasi tutto l’olio. Quindi alza la fiamma, cospargili con due manciate di pangrattato e rigira velocemente per evitare che si attacchino sino a che il pangrattato non si abbrustolisce.

POMODORI SOTT’OLIO

Ricetta raw e gluten free

I pomodori secchi sono molto più di un gustoso antipasto in quanto possono rappresentare l’ingrediente principale di gustosi primi o secondi piatti. Per quanto riguarda la varietà, è preferibile usare pomodori di dimensioni piccole o medie, non importa se rotondi o allungati.
Ci sono diverse modalità con cui essiccare i pomodori: naturale e con l’essiccatore.
 
L’essiccazione naturale è quella tradizionale, usata dalle donne di un tempo. Non comporta il consumo di energia ma bisogna armarsi di particolare premura e pazienza per evitare che i pomodori si rovinino.
Per essiccare i pomodori, lavali bene sotto l’acqua corrente a tagliali a metà, svuotali dai semi, cospargili di sale e mettili su una rete rigida. Ricorda che la parte della polpa va messa verso l’alto. Poni la rete al sole durante il giorno (dovrebbe essere inclinata per una migliore circolazione dell’aria) e toglila al tramonto. Ripeti l’operazione nei giorni seguenti sino a quando i pomodori non saranno secchi. A seconda delle condizioni climatiche ci possono volere anche 10 giorni, l’umidità ritarda il processo di disidratazione.

L’essicazione con il disadratatore è di gran lunga più semplice e veloce. Io adopero l’essiccatore Soul della Siquri a tecnologia a raggi infrarossi (infrared Ray) con la stessa lunghezza di quella solare.

Se ti interessa un essiccatore, vai sul sito http://www.siquri.com e usa il codice sconto “ESTRATTIDIGIOIA” per avere un trattamento speciale.

In un mercato ben fornito puoi reperire i pomodori già seccati, ma fai sempre attenzione al paese di provenienza!

Ma vediamo come procedere uno volta ottenuti i pomodori secchi.
 
INGREDIENTI
Pomodori secchi di dimensioni piccole e medie
Aglio
Capperi
Origano
Sale
Olio EVO
Mezzo bicchiere di aceto di vino bianco

PROCEDIMENTO
Sbollenta per un paio di minuti i pomodori secchi in una pentola con acqua e mezzo bicchiere di aceto di vino bianco. Scolali e lasciali raffreddare.
Ora i pomodori sono pronti per essere invasati. Disponili a strati in un vasetto sterilizzato a chiusura ermetica. Pressa bene a ogni strato e aggiungi, a poco a poco, i vari ingredienti. Alla fine riempi il barattolo con l’olio extravergine d’oliva sino all’orlo. Lasciali riposare per 24 ore in un luogo fresco e al riparo dalla luce del sole. Controlla il livello dell’olio, aggiungine se necessario. Aspetta almeno un mese prima di consumarlo, così saranno ben insaporiti.

OLIVE VERDI SCHIACCIATE

Al contrario di quanto si possa pensare, la mia Calabria ha una lunga tradizione culinaria vegan caratterizzata da tanti, gustosi e, soprattutto, genuini piatti realizzati con gli ingredienti che la terra offre. Ed è proprio da questo presupposto che ha avuto origine l’idea di riunire tanta bontà in un libro. Il libro è rimasto solo una bozza (almeno per il momento!) ma è nato Vegando in…! Ecco una delle tante ricette tipiche.

Il procedimento di questa ricetta è un po’ lungo poiché le olive devono essere schiacciate (con una pietra piatta) e denocciolate una per una. Ma, con un po’ di fortuna, in alcuni mercati troverai chi ha fatto questo lavoro al tuo posto!

Ingredienti:
Olive verdi
Peperoncino piccante calabrese
Aglio
Semi di finocchio
Carota
Sedano
Origano secco
Sale integrale
Olio EVO

Procedimento:
Metti le olive a bagno, in acqua fredda, per un paio di giorni così perderanno il sapore amaro. Mi raccomando:cambia l’acqua almeno una volta al dì e copri per bene, con un telo di lino, la bacinella.
Quando le olive saranno diventate dolci falle sgocciolare per bene e ponile in un contenitore aggiungendo il peperoncino piccante tagliato a rondelle, l’aglio sminuzzato, i semi di finocchio (a me non piacciono, quindi puoi pure farne a meno!), le carote e il sedano tagliati a cubetti piccoli, l’origano, una manciata di sale integrale e abbonante olio EVO.
Possono durare anche 10 giorni in frigorifero. Se messe in un barattolo di vetro chiuso ermeticamente e ricoperte con olio si conservano molto più a lungo.

PATATE ‘MPACCHIUSE

Ricetta gluten free

Al contrario di quanto si possa pensare, la mia Calabria ha una lunga tradizione culinaria vegan caratterizzata da tanti, gustosi e, soprattutto, genuini piatti realizzati con gli ingredienti che la terra offre. Ed è proprio da questo presupposto che ha avuto origine l’idea di riunire tanta bontà in un libro. Il libro è rimasto solo una bozza (almeno per il momento!) ma è nato Vegando in…! Ecco una delle tante ricette tipiche.

Le patate ‘mpacchiuse possono essere preparate in numerose varianti. A esempio, a metà cottura si possono aggiungere due cipolle rosse di Tropea tagliate a fettine e olive nere. Un’altra variante la si può preparare con i funghi porcini puliti, tagliati e uniti sempre a metà cottura.

Nel corso della cottura le patate si legheranno fra loro, è proprio questo il significato del termine ‘mpacchiuse.

Ingredienti:
Mezzo chilo di patate silane
Uno spicchio di aglio 
Sale integrale q. b.
Olio EVO

Procedimento:
In una padella fai soffriggere lo spicchio di aglione toglilo. Lava e taglia a fette sottili le patate silane e ponile a strati nella padella. Sala a ogni strato. Copri la padella e lasciale cuocere, a fiamma moderata, per una decina di minuti. Girale con delicatezza e ultima la cottura sino a quando non si forma la crosticina.


FILEJA CON FAGIOLI DELL’ASPROMONTE DI NONNA INES

Al contrario di quanto si possa pensare, la mia Calabria ha una lunga tradizione culinaria vegan caratterizzata da tanti, gustosi e, soprattutto, genuini piatti realizzati con gli ingredienti che la terra offre. Ed è proprio da questo presupposto che ha avuto origine l’idea di riunire tanta bontà in un libro. Il libro è rimasto solo una bozza (almeno per il momento!) ma è nato Vegando in…! Ecco una delle tante ricette tipiche.

I fileja sono un tipo di pasta a base di acqua e farina che ha moltissimi geosinonimi.

La varietà di fagioli (chiamati pappaluni) che ho utilizzato è tipica di uno dei luoghi più incantevoli della Regione: l’Aspromonte. Parco Nazionale nel sud della Calabria, caratterizzato da un’ampia biodiversità e straordinari percorsi naturalistici.

Ingredienti per due persone:
160 grammi di fileja
100 grammi di fagioli dell'Aspromonte secchi
Una costa di sedano
Due pomodorini
Uno spicchio di aglio
Un peperoncino calabrese
Olio EVO
Sale integrale q. b.

Procedimento:
Lava i fagioli sotto l’acqua corrente e lasciali in ammollo per almeno 12 ore.
Scola i fagioli e cuocili in una casseruola ricoperti di acqua.
Dopo che hanno raggiunto il bollore abbassa la fiamma e continua la cottura aggiungendo, se necessario, acqua bollente. Sala verso fine cottura.
In un tegame fai soffriggere il sedano e i pomodorini tagliati a pezzetti, l’aglio e il peperoncino. Quando sono cotti, aggiungi i fagioli con un po’ di liquido di governo e fai insaporire.
Dopo aver scolato i fileja aggiungili ai fagioli e rigira il tutto per qualche minuto a fiamma bassa per amalgamare bene. Fai riposare a fuoco spento per un paio di minuti.

STRONCATURA CON “CIAPPA” POMODORI SECCHI BIO

Pasta calabrese e pomodorini siciliani

Sono calabrese, amo la mia Terra, e amo la Sicilia, Regione meravigliosa che ormai mi ha adottata. In cucina amo giocare con gli ingredienti tipici unire queste duebregioni nei miei piatti. Ingredienti semplici e che affondano le radici nella tradizione.

Proprio come la stroncatura, pasta tipica calabrese, della Piana di Gioia, che anticamente veniva realizzata con i residui della farina e della crusca che, dopo le operazioni di molatura del grano, venivano raccolti da terra. Ed è proprio per le scarse condizioni igieniche che per lungo tempo è stata considerata illegale e venduta di contrabbando. Oggi viene prodotta dai migliori pastifici (nelle giuste condizioni igieniche, ovvio!) e, da cibo povero, ha ribaltato la sua posizione.

E come i pomodorini essiccati al sole di Sicilia come da tradizione, carnosi e saporiti.

Ingredienti
160 grammi di stroncatura
30 grammi di “ciappa” pomodori secchi bio
200 grammi di spinaci freschi
Aglio in polvere q. b.
Un pezzetto di zenzero fresco
Una manciata di semi di girasole
Olio EVO
Sale integrale q. b.


Procedimento
In una padella antiaderente fai appassire gli spinaci freschi in un cucchiaio di olio EVO. Aggiungi un pizzico di sale, l’aglio in polvere e i pomodorini secchi precedentemente ammorbiditi in un po’ di acqua calda. Cucina a fiamma bassa per pochi minuti. Scola la pasta al dente e falla saltare nella padella. Aggiungi lo zenzero grattugiato fresco e i semi di girasole. Buon appetito!