GIOIA IN RADIO CON DEALMA FRANCESCHETTI CUOCA ED ESPERTA MACROBIOTICA

XVII PUNTATA II EDIZIONE
GIOIA IN RADIO CON DEALMA
FRANCESCHETTI, CUOCA ED ESPERTA MACROBIOTICA

Seconda edizione di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come ospite Dealma Franceschetti, cuoca, esperta macrobiotica e foodblogger.

Ci ha parlato in modo appassionato della macrobiotica e dato una golosa dolce ricetta.

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata Gioia in radio con Dealma Franceschetti cuoca ed esperta macrobiotica!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella dodicesima puntata abbiamo parlato di alimentazione sana con il nutrizionista Antonio Galatà (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella tredicesima puntata abbiamo parlato di diritti degli animali con Paola Sobbrio (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quattordicesima puntata abbiamo parlato di koala e di libri sugli animali con il veterinario e scrittore Diego Manca (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quindicesima puntata abbiamo parlato di sesso e alimentazione vegan con la giornalista e influencer Sabina Cuccaro (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sedicesima puntata abbiamo parlato di libri vegan e conciorti con Biagio Bagini (se vuoi rivederla clicca qui)

ORTAGGI DA FIORE

Da questo articolo prende il via una lunga serie di brani dedicati agli ingredienti che ci offre il meraviglioso mondo dei vegetali. Li esamineremo da vicino per usarli al meglio nell’alimentazione plant based e non solo…

Iniziamo con gli ortaggi che rappresentano un’ottima fonte di acqua, vitamine, sali minerali, fibra e fitochimici.

Nell’ambito della ristorazione, gli ortaggi possono essere suddivisi in base alla parte che generalmente viene consumata. Quindi avremo ortaggi da fiore, da foglia, da frutto, da radice, da tubero, da fusto, da bulbo e da seme.

Gli ortaggi da fiore presentano o un fiore oppure un’infiorescenza. Sono:

BROCCOLO:
appartiene alla famiglia delle Crucifere e quindi ha ottime proprietà antitumorali. È reperibile da ottobre a marzo.

La cottura ottimale è quella al vapore così non perde i nutrienti. Poi può essere saltato il padella per insaporirlo.
Ci sono due varietà: il cavolo broccolo, a forma piramidale e di colore verde chiaro, e il cavolo broccolo ramoso, con fusto cilindrico e tante ramificazioni, di colore verde scuro. Oltre alle infiorescenze si può consumare anche il fusto preventivamente pelato.
Per qualche ricetta con i broccoli puoi provare i broccoli affogati oppure i muffin.

CARCIOFO:
appartiene alla famiglia delle Asteraceae, di cui si raccolgono i fiori in boccio.

Ce ne sono tantissime varietà, più di cento e possono essere classificate in base alla presenza o meno di spine, al colore, che può essere verde o violetto e alla stagionalità, autunnali o primaverili. Le più conosciute sono il Carciofo Ligure, Siciliano, Campano e Romanesco.
Un po’ ostici da pulire anche perché macchiano le mani (quindi meglio usare i guanti oppure il limone), possono essere cucinati in vari modi: fritti, lessati, gratinati, per primi piatti e anche crudi.

CAPPERO:
Si consumano soprattutto i fiori in boccio, più raramente anche i frutti. Si conservano sotto sale, sott’olio o sotto aceto e servono per insaporire le pietanze.
Fanno parte della tradizione culinaria siciliana e sono stati inseriti nei PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali). Quelli di Pantelleria sono a marchio IGP.

CAVOLFIORE:
come il broccolo, appartiene alla famiglia delle Crucifere. Lo si trova da novembre ad aprile.
Possono essere consumate anche le foglie, ottime fatte al vapore e poi frullate con mandorle, olio, sale e aglio disidratato.

CIME DI RAPA:
ortaggio autunnale-invernale le cui varietà possono essere classificate in base alla località di coltivazione, alla lunghezza del ciclo vegetativo oppure se precoci o tardive.
Il sapore amarognolo che le contraddistingue permette di realizzare golosi primi piatti.


ZUCCHINA:
appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee (di cui fanno parte anche i meloni e i cetrioli) ed è una pianta originaria dell’America Centromeridionale. In Europa un consumo vero e proprio è iniziato solo dopo la seconda guerra mondiale.
I fiori sono ottimi ripieni, fritti in pastella, cotti per la pasta o per un risotto.



GIOIA IN RADIO – CON BIAGIO BAGINI, MUSICISTA E SCRITTORE

XVI PUNTATA II EDIZIONE

Seconda edizione di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come ospite Biagio Bagini, musicista, scrittore e… suonatore di verdure! Eh sì perché, insieme a Gian Luigi Carlone, mette in scena uno show strepitoso: il Conciorto!

Abbiamo parlato dei suoi numerosi libri, in particolare dell’ultimo uscito: Quagliare (Digressioni Editore, Gennaio 2021).

Dei libri di Biagio e dell’esilarante Conciorto vi avevo parlato anche in un precedente articolo, clicca qui per leggerlo!

Questa è la copertina di Quagliare!

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella dodicesima puntata abbiamo parlato di alimentazione sana con il nutrizionista Antonio Galatà (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella tredicesima puntata abbiamo parlato di diritti degli animali con Paola Sobbrio (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quattordicesima puntata abbiamo parlato di koala e di libri sugli animali con il veterinario e scrittore Diego Manca (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quindicesima puntata abbiamo parlato di sesso e alimentazione vegan con la giornalista e influencer Sabina Cuccaro (se vuoi rivederla clicca qui)

GIOIA IN RADIO – CON SABINA CUCCARO, GIORNALISTA E INFLUENCER

XV PUNTATA II EDIZIONE

Seconda edizione di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come ospite Sabina Cuccaro, giornalista, influencer e autrice del blog Sex and Rome. Ci ha parlato di quanto un’alimentazione vegan possa incentivare la passione, di cibi afrodisiaci e consigli per un sesso ecosostenibile.

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella dodicesima puntata abbiamo parlato di alimentazione sana con il nutrizionista Antonio Galatà (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella tredicesima puntata abbiamo parlato di diritti degli animali con Paola Sobbrio (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quattordicesima puntata abbiamo parlato di koala e di libri sugli animali con il veterinario e scrittore Diego Manca (se vuoi rivederla clicca qui)

COS’È IL RAW FOOD

Cos’è il raw food o crudismo

Negli scorsi articoli vi ho parlato della Dieta Mediterranea, dell’alimentazione Macrobiotica e della cucina Ayurvedica. In questo articolo vediamo cos’è il raw food i cui seguaci sono per la maggior parte vegani.

I primi crudisti, per necessità e non per scelta, sono stati i nostri antenati. Dopo la scoperta del fuoco, avvenuta un milione di anni fa, l’uomo si è alimentato con cibi cotti. Per tornare al crudismo bisogna aspettare la seconda metà dell’800 quando il dottore svizzero Maximilian Bircher – Benner (1867 – 1939), considerato il fondatore del crudismo, elabora un nuovo metodo di cura.

Il medico nutrizionista zurighese, anche se deriso dai suoi colleghi per le idee sul tipo di alimentazione da seguire per prevenire e curare le malattie, apre a Zurigo la Lebendige Kraft, che significa “forza vivente”. Si tratta di una piccola clinica (solo sette posti letto) basata su idroterapia ed elettroterapia nella quale, convinto del potere vivificante del cibo crudo (ma solo dei vegetali, la carne, provenendo da un animale morto, la considerava un alimento privo di energia) offre ai pazienti una dieta a base del suo famoso muesli (frutta fresca, avena, un po’ di noci o nocciole, semi, miele, latte fresco o yogurt greco), verdure crude o al vapore e tanta frutta.

Altra pioniera del crudismo è stata Ann Wigmor (1909 – 1994), donna americana di origini lituane inventrice dell’erba di grano e del Rejuvelac e fondatrice dell’Hippocrates Health Institute, uno dei centri di medicina alternativa più famosi. Autrice di libri e articoli sull’alimentazione, è considerata la madre dei cibi vivi.

L’erba di grano è uno dei vegetali più completi sotto il profilo nutrizionale, è ricca di vitamine, Sali minerali, antiossidanti, aminoacidi essenziali ed enzimi. Colma carenze nutrizionali, innalza il sistema immunitario, contribuisce a combattere i radicali liberi e, se assunta 40 minuti prima dei pasti, da senso di sazietà.

Il Rejuvelac è una bevanda fermentata a base di grano, ma si possono usare anche altri cereali o pseudocereali che aiuta a regolare la digestione grazie all’alto contenuto di enzimi, rinforza il sistema immunitario, contrasta le infiammazioni dello stomaco e dell’intestino, disintossica dalle sostanze nocive ed è rinfrescante.

Ed è proprio negli Stati Uniti che il crudismo, anche definito raw food oppure living food, ha conosciuto una grande diffusione, soprattutto grazie ad alcune star di Hollywood che lo hanno adottato come dieta.

Secondo questo regime alimentare per preservarne i principi nutritivi, i cibi non possono essere cotti al di sopra dei 42°. L’unica fonte di calore ammessa è quella dei raggi solari che può essere riprodotta nell’essiccatore. Pertanto i cibi vengono marinati, disidratati, fermentati o fatti germinare attraverso tecniche e metodi salutari. D’altronde, l’essiccazione è uno dei metodi più antichi (e naturali) di conservazione che consiste nel togliere l’acqua dagli alimenti che in questo modo possono essere conservati a lungo, mantenendo inalterate le proprietà nutritive e senza subire trattamenti con sostanze chimiche. Nella cucina crudista il disidratatore viene impiegato per realizzare piatti (burger, chips, biscotti, crostate…) che hanno ben poco da invidiare a quelli cotti della tradizione.

(Qui puoi trovare due ricette che prevedono l’uso dell’essiccatore: POMODORI SECCHI, BISCOTTINI RAW).

Un altro strumento utilizzato nel living food è il germogliatore che permette di far germogliare i semi di varie piante. In Oriente i germogli sono conosciuti sin dai tempi antichi per le loro spiccate proprietà nutritive ma in Italia si stanno affermando solo recentemente. Poiché la germinazione aumenta il valore nutritivo del seme, i germogli sono veri e propri concentrati di proteine, sali minerali, vitamine e fibre.

Un’altra tecnologia molto apprezzata da coloro i quali seguono questo regime alimentare è l’estrattore di succo vivo, il cui motore compie 40 giri al minuto (al contrario di quello di una centrifuga che ne compie 1900 circa) e non surriscalda gli ingredienti realizzando veri e propri concentrati di vitamine, oligoelementi ed enzimi.

(Qui puoi trovare quattro ricette che prevedono l’uso dell’estrattore: LATTE DI MANDORLA, ESTRATTO RADICI, ESTRATTO VERDE VEGANDO, LATTE DI NOCCIOLE).

Generalmente chi segue questo tipo di alimentazione è vegano quindi si nutre di frutta e verdura, frutta secca, semi, germogli e alghe. I vegetariani utilizzano anche miele, uova crude, latte crudo e prodotti caseari realizzati con il latte sempre crudo come il kefir; gli onnivori (piccolissima percentuale) si nutrono anche di crostacei, pesce e carne crudi.

GIOIA IN RADIO – CON IL VETERINARIO DIEGO MANCA

XIV PUNTATA II EDIZIONE

Seconda edizione di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come ospite Diego Manca, Veterinario e scrittore. Abbiamo parlato del suo libro “Trilli, riflessioni di una gatta in degenza” e della sua esperienza come veterinario.

Ci ha raccontato della bellissima esperienza vissuta in Australia quando ha abbracciato un koala. Da questo aneddoto ho capito che pure io vogli abbracciarne uno!!

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella dodicesima puntata abbiamo parlato di alimentazione sana con il nutrizionista Antonio Galatà (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella tredicesima puntata abbiamo parlato di diritti degli animali con Paola Sobbrio (se vuoi rivederla clicca qui)

COS’È L’ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

COS’È L’ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

Dopo aver parlato della Dieta Mediterranea e dell’alimentazione Macrobiotica, oggi vi porto a conoscere un’altra visione del mondo, scienza, filosofia che, attraverso l’alimentazione e lo stile di vita, cerca di prevenire e/o curare le malattie viene dalla mistica India: l’ayurveda.

Scopriamo insieme cos’è l’alimentazione Ayurvedica

L’ayurveda fa parte dei Veda, l’antica raccolta di testi indiani (non tutti sacri) databile prima del V sec. a.C. di cui vi ho già parlato nella rubrica Un pizzico di… storia.


Come possiamo leggere nel Charaka Samhita, testo fondamentale risalente al III secolo a.C. circa, “È chiamata Ayurveda quella scienza che descrive ciò che è utile e ciò che è dannoso, ciò che è piacevole e ciò che è doloroso, ciò che è benefico e ciò che non lo è, la lunghezza della vita e la vita stessa” (Charaka Samhita Sutrasasthana I, 41 in Letizia Vercellotti, Ayurveda, i principi, le pratiche, la spiritualità, Giunti Editore, Firenze 2018).

Ayurveda è un termine sanscrito ed è composto dal vocabolo ayus che significa vita e dal vocabolo veda, che significa scienza; quindi l’ayurveda è la “scienza della vita”.

Fondamentale per l’ayurveda è seguire le leggi della natura, solo così si può avere una vita felice e vivere in armonia con gli altri.

Nella visione ayurvedica il cosmo è costituito da cinque elementi, chiamati mahabuta: etere, aria, fuoco, acqua, terra. Nel corpo umano i cinque elementi si combinano fra loro dando luogo ai tre dosha, ossia tre principi metabolici, tre costituzioni. I dosha sono comprensivi non solo dei processi biologici ma anche dei pensieri e delle emozioni e sono:

vata (etere più aria);
pitta (fuoco più acqua);
kapha (acqua più terra).

Ogni individuo ha una costituzione basata sulla diversa distribuzione di vata, pitta e kapha e tale combinazione può cambiare nel corso della vita. L’equilibrio dei doha porta buona salute, il loro squilibrio genera problemi e, a lungo andare, malattie. Per questo motivo è importante conoscere il proprio dosha dominante per potersi alimentare correttamente in base agli alimenti più affini e, in caso di squilibrio, curarsi nel modo più adatto.

Secondo l’ayurveda gli alimenti si dividono in base ai guna, ossia le qualità, le caratteristiche:

Sattva guna: sono gli alimenti vegetali, quindi cereali, legumi, frutta fresca e secca, verdura, semi, alghe e spezie leggere; miele e latte. Garantiscono un fluire armonioso dell’energia e una mente lucida.

Rana guna: sono gli alimenti stimolanti come spezie forti, caffè, cioccolato, bibite gassate. Determinano un fluire agitato e caotico dell’energia, sono eccitanti.

Tamas guna: sono gli alimenti acidi, grassi o fermentati, come carne, pesce, uova, formaggi piccanti e alcol. L’energia non fluisce, determinano una fase di staticità e danno pesantezza.

Nell’alimentazione ayurvedica si distinguono sei tipi di sapori che si avvertono immediatamente sulla lingua e, trasmessi al sistema nervoso, producono i loro effetti sull’intero organismo.

Madhura (dolce): formato dagli elementi terra e acqua. Non è il dolce come lo intendiamo noi. È un gusto importantissimo in quanto è il più nutriente ed energetico, accresce tutti e tre i dosha, mantenendo un buon funzionamento dell’organismo. Ha anche un effetto calmante. Il gusto dolce si trova in cereali, legumi, verdura, frutta fresca e secca, semi, condimenti, zuccheri, carne, pesce, latte e alcune spezie.

Amla (acido/aspro): formato dagli elementi terra e fuoco. Se assunto in piccole quantità rinforza il fuoco digestivo favorendo l’assimilazione e l’evacuazione dei gas intestinali. Se assunto in eccesso può colpire il fegato e gli organi riproduttivi. Il gusto acido si trova in frutti acidi, cibi fermentati, aceto e yogurt.

Lavana (salato): formato dagli elementi acqua e fuoco. È importante per tutti i dosha al fine di mantenere l’equilibrio idrosalino. Ovviamente non bisogna abusarne altrimenti causa disidratazione e ipertensione arteriosa. A questa categoria appartengono il sale e le alghe.

Katu (pungente): è formato dagli elementi aria e fuoco. È importante al fine di mantenere un buon metabolismo, favorire la digestione e stimolare l’appetito. Se assunto in eccesso può causare disidratazione, gastrite e infiammazioni. Tale gusto si trova nel peperoncino, nello zenzero, nell’aglio, nella rucola e in altre spezie.

Tikta (amaro): formato dagli elementi etere e aria. È disintossicante e purificante. Aiuta la digestione. Un uso eccessivo può causare secchezza e perdita di forza. Il gusto amaro si trova in alcuni tipi di verdure.

Kashaya (astringente): è formato dagli elementi terra e aria. Aiuta a mantenere la stabilità dei tessuti organici e contribuisce alla digestione. Se assunto in eccesso porta secchezza, contrazione psicofisica e spasmi al colon. Il gusto astringente si trova nei cereali integrali, nei legumi, e nelle sostanze che contengono tannino come il tè.

Una corretta alimentazione è quella che contiene tutti e sei i sapori in quantità appropriate perché in tal modo non si verificano squilibri.

GIOIA IN RADIO – CON PAOLA SOBBRIO, RICERCATRICE DEI DIRITTI DEGLI ANIMALI

XIII PUNTATA II EDIZIONE

Seconda edizione di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come ospite Paola Sobbrio, laureata in Giurisprudenza, sin da piccola si occupa dei diritti degli animali. Ha pure tradotto dei libri fondamentali come “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali ed indossiamo le mucche” della Joy (in collaborazione con la filosofa Alma Massaro), e “La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace” di Peter Singer.

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella dodicesima puntata abbiamo parlato di alimentazione sana con il nutrizionista Antonio Galatà (se vuoi rivederla clicca qui)

COS’È LA MACROBIOTICA

Nello scorso articolo di questa nuova serie dedicata alle diverse culture alimentari vi ho parlato della Dieta Mediterranea.

Oggi, dal bacino del Mediterraneo passerò all’Estremo Oriente per parlare della dieta macrobiotica. Una visione filosofica che affonda le sue radici nelle pratiche alimentari dei monaci zen e che offre a noi occidentali una nuova visione del cibo.

Il termine macrobiotica deriva dal greco “μακρος” grande e “βίος” vita, quindi “lunga vita”. Appare per la prima volta nel IV capitolo de “Sulle arie, sulle acque e sui luoghi”, il trattato di Ippocrate (460 a.C. circa – 377 a.C.) padre della medicina occidentale, il quale pone in relazione la costituzione e la salute dell’essere umano con le condizioni del luogo in cui ha radici e vive. Il vocabolo lo si attesta negli scritti di Erodoto (484 a.C. – 430 a.C.) e poi del medico Galeno (129 – 201 circa), proprio in riferimento a un tipo di alimentazione equilibrata, garanzia di una lunga vita.

Nel 1796, il medico ippocratico tedesco Christoph Wilhelm Hufeland pubblica Makrobiotik oder die Kunst, das menschliche Leben zu verlängern in cui sottolinea l’importanza di ripristinare un legame con la natura “Più l’uomo resta fedele alle leggi della natura, tanto più egli vive, ma quanto più se ne allontana, tanto più presto si avvicina alla morte; e questa è legge assolutamente universale.” (traduzione di Luigi Careno, L’Arte di Prolungare la Vita Umana, Venezia 1799, pag. 136).

Ma a diffondere lo stile di vita macrobiotico come lo si intende oggi è stato Nyoiti Sakurazawa (1893 – 1966), meglio noto come George Oshawa, scrittore giapponese che ha contribuito a divulgare in occidente antiche teorie e tradizioni orientali (arte del tè, agopuntura, bonsai, Judo…).

George Oshawa

Malato di tubercolosi, non riscontrava successi con terapie farmacologiche. Comprò un libricino del medico dell’esercito giapponese Sagen Ishizuka (1850 –1909) Come curare le malattie mediante la dieta. L’autore afferma che alla base di una dieta equilibrata ci devono essere cereali integrali seguiti da legumi, verdura cotta, alghe e semi, prodotti locali e di stagione.

Oshawa applica su se stesso i principi di Ishizuka e guarisce dalla tubercolosi, quindi dedica la sua vita a diffondere la filosofia macrobiotica in occidente. Nel 1930 si trasferisce con la moglie a Parigi dove tiene seminari sui principi della macrobiotica; dopo sei anni si reca negli Stati Uniti dove il suo libro Zen Macrobiotics riscuote il grande successo (George Oshawa, Zen MacRobiotics: The Art of Rejuvenation and Longevity, George Ohsawa Macrobiotic, 1995).

La Macrobiotica, da non confondere con la cucina giapponese, non è semplicemente una dieta bensì una filosofia di vita che si basa sull’antica concezione cinese dello Yin (阴 luna, ombra) e dello Yang (阳 sole) che viene applicata a ogni sfera dello scibile.

Sono due principi opposti fra loro ma complementari e interdipendenti infatti lo Yin non esisterebbe senza lo Yang e viceversa. Attraverso queste due grandi energie, le cui caratteristiche sono applicate agli alimenti, la Macrobiotica cerca di mantenere o ritrovare l’equilibrio fra l’uomo e l’universo. Non dovrebbe essere un percorso rigoroso ma una dinamica ricerca dell’equilibrio che si consegue attraverso la consapevolezza delle caratteristiche personali, dello stile di vita, del lavoro e, non ultimo, dell’area geografica in cui si vive.

Secondo la Macrobiotica è necessario mangiare frutta e verdura di stagione e che appartengano alla fascia climatica in cui si vive (quindi un italiano non dovrebbe mangiare banane, ananas ecc…); ridurre al minimo o del tutto gli alimenti di origine animale; evitare gli zuccheri raffinati e le preparazioni che li contengono. Bisogna consumare cereali integrali in chicco e legumi; mangiare quotidianamente la zuppa di miso; introdurre condimenti speciali (tamari, shoyu) e le alghe.

Zuppa di miso

Ogni alimento è dotato di un’energia specifica la quale dipende da una serie di fattori: luogo in cui è cresciuto, direzione di crescita, materiali con cui entra in contatto (bisogna usare solo mestoli di legno, pentole in terracotta, porcellana, acciaio inossidabile o bambù) modo in cui viene tagliato e cucinato. Secondo questa prospettiva, gli alimenti ci aiutano a mantenere l’equilibrio con l’ambiente che ci circonda.

Tale equilibrio è ricercato sia dagli umani sia dagli animali e dalle piante. Quindi se l’ambiente è freddo, per sopravvivere gli organismi cercano di mantenere il calore ed eliminare il freddo, viceversa se l’ambiente è caldo cercano di mantenere il freddo ed eliminare il calore.

Riprendendo l’esempio che nel suo La via Macrobiotica (ebook www.laviamacrobiotica.it) fa Dealma Franceschetti, cuoca e terapista macrobiotica, un ortaggio come la verza trattiene poca acqua per sopravvivere all’inverno; al contrario, una zucchina ne trattiene molta per sopravvivere al calore estivo. Quando mangiano la verza introduciamo nel nostro corpo il calore che ha usato per sopravvivere al freddo. Al contrario, quando mangiamo una zucchina, introduciamo un’energia raffreddante.

È così che si mantiene l’equilibrio con l’ambiente. Quando non si rispetta la stagionalità degli alimenti si introduce nell’organismo un’energia che non solo non è necessaria in quel contesto ma che provoca uno squilibrio. Se a esempio, mangiamo della frutta estiva in inverno introduciamo energia fredda che il corpo, per ripristinare l’equilibrio, cercherà di eliminare probabilmente con un raffreddore. Secondo la filosofia macrobiotica, il corpo si comporta in questo modo anche quando mangiamo frutta e verdura che non appartengono alla nostra fascia climatica, come la frutta tropicale che, crescendo in un clima molto caldo, trattiene un’energia molto raffreddante la quale può essere eccessiva anche in estate.

Secondo la visione macrobiotica, lo yin è forza centrifuga; è freddo e quindi caratterizzato dal rallentamento del movimento delle componenti molecolari; è dilatazione, espansione, e dunque tende a salire.

Lo yang è forza centripeta; è calore e dunque attività delle componenti molecolari; è costrizione e pesantezza, quindi tende a discendere.

Gli alimenti possono essere classificati in base alla loro energia più yin (quindi più acidi) oppure più yang (quindi alcalini). In un’ipotetica scala, dall’alto verso il basso ci sono quelli estremamente yin, dal basso verso l’alto quelli con un eccesso di energia yang. Al centro si trovano gli alimenti con un ottimo equilibrio energetico. L’energia yin estrema raffredda e indebolisce, se invece è equilibrata, rilassa e rinfresca. L’energia yang estrema crea eccesso di calore, accumuli, rigidità e tensione, se invece è equilibrata, apporta calore, tono, forza ed energia.

Bisogna però precisare che tale classificazione non è statica e rigida. Anche se il regno vegetale è Yin, ci sono alimenti in cui predominano le caratteristiche Yang. Infatti la frutta è più Yin rispetto alla verdura perché cresce sugli alberi, quindi verso l’alto; la verdura cresce sulla terra, più in basso, pertanto è più yang rispetto alla frutta pur essendo Yin in quanto fa parte del al regno vegetale.

ESTREMO YIN
Medicine, droghe, prodotti chimici
Cibo Chimico: (Bevande Industriali, Coloranti, Conservanti, Scatolami)
Superalcolici
Zucchero
Bevande e cibi zuccherati
Alcolici
Spezie
Caffè, tè
Frutta tropicale
Latte, yogurt
Olii vegetali
Frutta dei climi caldi (agrumi)
Solanacee
Frutta dei climi temperati (Angurie, Pesche, Lamponi, Mirtilli, ecc.)
Formaggi freschi senza sale
Tofu
Semi oleosi
Verdure
Radici (Carote, cipolle, rape, ravanelli, daikon, bardana)
Alghe
Legumi
Mais
Avena
Orzo
Grano
Riso integrale EQUILIBRIO
Miglio
Grano saraceno
Molluschi
Pesce e carne bianca
Pesci e carne rossa
Carni bianche
Formaggi stagionati
Carni rosse
Salumi
Uova
Tamari
Miso, salsa di soia
Sale
ESTREMO YANG

Tabella degli alimenti yin e yang

GIOIA IN RADIO – CON IL NUTRIZIONISTA ANTONIO GALATÀ

XII PUNTATA II EDIZIONE

Buon anno! Si ricomincia alla grande con una puntata interessantissima di di Gioia in Cucina, il mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM.

Oggi ho avuto come il nutrizionista Antonio Galatà (cliccando qui potete dare uno sguardo al suo sito), esperto di nutrizione in cucina e sicurezza alimentare, presidente dell’Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina e autore del libro “A tavola è già tardi”.

Un piacevolissima chiacchierata! Qui potete rivedere la puntata!

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

Nella quarta puntata abbiamo parlato di ciclismo (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella quinta puntata abbiamo parlato di ginnastica artistica (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella sesta puntata abbiamo parlato di piloxing (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella settima puntata abbiamo parlato dell’atletica leggera (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’ottava puntata abbiamo parlato di nutrizione vegetale nello sport (se vuoi rivederla clicca qui)

Nella decima puntata abbiamo parlato di cucina vegetale con il Vegan Master Chef Emanuele Di Biase (se vuoi rivederla clicca qui)

Nell’undicesima puntata abbiamo parlato di pasticceria vegetale con la Vegan Pastry Chef Enza Arena (se vuoi rivederla clicca qui)