TORTA DI LOTO

I cachi (o loti o mele d’oriente) sono i frutti del Diospyros kaki, pianta originaria dell’estremo oriente. Sono ricchi di vitamine A e C e fibre.

Li ho comprati qualche giorno fa, di quelli piccoli a KM0, portati in negozio dal contadino. Li mangio solo io (a Stefano non piacciono) ed ormai erano diventati troppo maturi. Non potevo rischiare di buttarli quindi ho sperimentato una torta (senza zucchero) che è piaciuta anche a Stefano!

INGREDIENTI
180 grammi di polpa di cachi
100 grammi di bevanda di soia
250 grammi di farina integrale
6 grammi di polvere lievitante per dolci
70 grammi di olio
2 cucchiai di malto di riso

PROCEDIMENTO
Frulla la polpa dei cachi con la bevanda di soia.
In una ciotola unisci la farina al lievito. Incorpora la miscela di polpa e bevanda di soia, quindi aggiungi l’olio e il malto di riso. Mescola per bene, metti il composto in una tortiera oliata dal diametro di 20 CM e inforna in forno caldo a 180° per una mezz’ora.

PS. Puoi rendere più golosa questa torta aggiungendo delle gocce di cioccolato fondente.

Cibo: lo possiamo toccare?

Con il lunedì ritorna la rubrica Galateo in chicchi, dedicata alle buone maniere (che ultimamente scarseggiano) e al galateo moderno. Perché il rispetto verso il prossimo passa anche dalla tavola. Non possiamo passare una serata di qualità se il commensale accanto a noi sgomita o emette versi strani trangugiando il suo brodino (di verdure, ovviamente!).

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Nella prima puntata vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per un pasto formale o una grande occasione.

Nella seconda, invece, vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per le occasioni informali.

Nella terza vi ho svelato il significato che assumono coltello e forchetta a seconda di come li posizioniamo nel piatto.

Nella quarta vi ho parlato delle mani. Cosa possono o non possono fare.

Oggi vediamo insieme come comportarci con i vari tipi di cibo.

1) Pane. Non va morso e nemmeno tagliato. Bisogna spezzarlo con le mani. Stessa cosa per i grissini. Non si possono mordere ma spezzare un pezzo e portarlo alla bocca.

2) Coltello. Mai portare il cibo alla bocca con il coltello.

3) Piatto. Non bisogna tagliare in tanti pezzi il cibo che abbiamo nel piatto bensì un pezzo per volta, a mano a mano che mangiamo.

4) Giocare. Mai giocare il cibo nel piatto. Evitate di schiacciarlo o spingerlo verso i bordi. Nemmeno con il risotto!

5) Ultima cucchiaiata. per raccogliere le ultime cucchiaiate bisogna inclinare il piatto verso il centro della tavola e non verso di noi. Si tratta di un’usanza risalente al Medioevo ma i fini erano prettamente pratici: non sporcarsi i vestiti. Alla fine il cucchiaio va lasciato nel piatto fondo.

GIOIA IN RADIO – CICLISMO

IV PUNTATA II EDIZIONE

Nella seconda edizione del mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM, ho deciso di accostare all’alimentazione “sana, naturale e golosa” l’attività fisica.

Nella quarta puntata ho avuto come ospite Maria Scala, Istruttrice di ciclismo e Presidente della Scuola di Ciclismo Non Solo Bike. Ci ha parlato di questo sport straordinario e della loro scuola che offre innumerevoli opportunità. Qui potete rivedere la puntata!


Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Nella terza puntata abbiamo parlato di Yoga (se vuoi vederla clicca qui)

ZUCCA DI HOKKAIDO CON AVENA E TEMPEH

Buona la prima! Non avevo mai comperato la zucca di Hokkaido, anche detta zucca castagna, l’altro giorno l’ho vista e non ho resistito. Mi è venuta in mente questa ricetta dal sapore molto delicato. Nutriente grazie all’avena integrale e il tempeh ed ottima per i primi freddi. Fa anche bella figura! Ah, essendo biologica, puoi mangiare anche la buccia della zucca!!

INGREDIENTI
Avena integrale
Una zucca di Hokkaido bio
100 grammi di tempeh
Una cipolla rossa di Tropea
3 cucchiaini di salsa di soia
Acqua q. b.
Olio EVO q. b.
Sale integrale q.b.

PROCEDIMENTO
Cucina i chicchi di avena per assorbimento. Generalmente è previsto l’ammollo quindi leggi le istruzioni sulla confezione.
Lava bene la zucca, dividila a metà, togli i semi e scava la polpa. Posiziona le due metà su una teglia e mettile in forno caldo a 180° per 15 minuti.
Affetta la cipolla e mettila in una padella con l’olio caldo. Aggiungi un pizzico di sale e continua a farla rosolare, quindi aggiungi un po’ di acqua e, dopo una trentina di secondi, aggiungi il tempeh tagliato alla brunoise e la polpa della zucca.
A cottura ultimata aggiungi tre cucchiaini di salsa di soia ed erbe aromatiche a piacere.
Quindi aggiungi l’avena cotta e amalgama per bene.
Riempi le due metà della zucca e rimetti in forno per 30 minuti.

Mani: possono toccare il cibo?

foto creata da senivpetro

Con il lunedì ritorna la rubrica Galateo in chicchi, dedicata alle buone maniere (che ultimamente scarseggiano) e al galateo moderno. Perché il rispetto verso il prossimo passa anche dalla tavola. Non possiamo passare una serata di qualità se il commensale accanto a noi sgomita o emette versi strani trangugiando il suo brodino (di verdure, ovviamente!).

Nella prima puntata vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per un pasto formale o una grande occasione.

Nella seconda, invece, vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per le occasioni informali.

Nella terza vi ho svelato il significato che assumono coltello e forchetta a seconda di come li posizioniamo nel piatto.

Oggi vi parlo delle mani. Cosa possono o non possono fare.

1) Pulizia. Prima di sedersi a tavola, vanno lavate. Soprattutto in tempi di Covid. Se siete ospiti potete chiedere di utilizzare il bagno.

2) Cibo. Non lo devono mai toccare se non con le posate a eccezione di: pane, grissini, alcuni frutti e alcuni ortaggi come asparagi e carciofi. In tal caso alla vostra sinistra ci sarà un “lavadita”.

3) Lavadita. Si tratta di una ciotolina piena di acqua nella quale dovrete immergere solo la punta delle dita (non tutta la mano!) per poi asciugarvi sul tovagliolo. A volte è sostituita dalle salviette umidificate.

4) Piatto di portata. Mai prendere il cibo dal piatto di portata con le mani! E nemmeno con la vostra forchetta. Avvaletevi delle posata da portata.

GIOIA IN RADIO – YOGA

III PUNTATA II EDIZIONE

Nella seconda edizione del mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM, ho deciso di accostare all’alimentazione “sana, naturale e golosa” l’attività fisica.

Nella terza puntata ho avuto come ospite Maria Vernuccio, Maestra di Yoga. Ci ha parlato di questa antichissima e affascinante disciplina che apporta innumerevoli benefici non solo fisici ma anche psichici.

Nella prima puntata abbiamo parlato di surf (se vuoi vederla clicca qui).

Nella seconda puntata abbiamo parlato di Ju-Jitsu (se vuoi vederla clicca qui).

Posate, un significato per ogni posizione

Con il lunedì ritorna la rubrica Galateo in chicchi, dedicata alle buone maniere (che ultimamente scarseggiano) e al galateo moderno. Perché il rispetto verso il prossimo passa anche dalla tavola. Non possiamo passare una serata di qualità se il commensale accanto a noi sgomita o emette versi strani trangugiando il suo brodino (di verdure, ovviamente!).

Nella prima puntata vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per un pasto formale o una grande occasione.

Nella seconda, invece, vi ho spiegato come apparecchiare la tavola per le occasioni informali.

Oggi vi svelerò il significato che assumono coltello e forchetta a seconda di come li posizioniamo nel piatto. Infatti, a seconda di come li disponiamo, possiamo comunicare molto all’artefice del pasto.

1) Pausa. Se, durante il pasto, si desidera fare una pausa bisogna posizionare il coltello a ore 16, con la lama rivolta verso il centro del piatto, e la forchetta a ore 20, con le punte dei rebbi rivolte verso il piatto. Le due posate non devono toccarsi!

2) Prossima portata. Se desideriamo che ci venga servita la prossima portata bisogna disporre le posate a croce: il coltello, orizzontalmente, va sotto; sopra, verticalmente, va la forchetta.

3) Eccellente. Se abbiamo gradito molto la portata lo possiamo segnalare posizionando le posate in senso orizzontale e in modo parallelo. il coltello sopra e la forchetta sotto.

4) Non gradito. Al contrario, se la portata non ci è piaciuta, le posate vanno disposte come nel caso della pausa ma facendo intersecare la punta del coltello con i rebbi della forchetta.

5) Finito. Se abbiamo terminato di mangiare la portata, coltello e forchetta vanno disposti in senti verticale e in modo parallelo.

6) Mai. I manici delle posate non devono mai toccare la tavola. Mai!

GIOIA IN RADIO – JU-JITSU

II PUNTATA II EDIZIONE

Nella seconda edizione del mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM, ho deciso di accostare all’alimentazione “sana, naturale e golosa” l’attività sportiva.

Nella seconda puntata ho avuto come ospite Christian Pediglieri, Maestro di Ju-Jitsu. Ci ha parlato di questa affascinante arte marziale.

GIOIA IN RADIO – SURF

I PUNTATA II EDIZIONE

Nella seconda edizione del mio programma radiofonico, in onda ogni venerdì dalle 11:00 alle 12:30 su RTM, ho deciso di accostare all’alimentazione “sana, naturale e golosa” l’attività sportiva.

In ogni puntata c’è un ospite legato a una disciplina del mondo dello sport. Nella prima puntata ho avuto in studio Stefano Pedriglieri (un ospite speciale perché è il mio compagno), Maestro di Scherma e appassionato di surf. Ci ha parlato di onde, mare e tavole da surf.

Un pizzico di… storia – Margherita Hack e zuppa di ceci

Attualmente sono tanti i personaggi famosi che dichiarano pubblicamente di essere vegetariani o vegani. Filosofi, attori, cantanti, sportivi e attivisti che cercano di svegliare l’opinione pubblica e le coscienze affinché venga adottato uno stile di vita più sano per l’uomo, siano tutelati gli animali e venga salvaguardato tutto l’ecosistema.

Nello scorso articolo vi ho parlato del grande Tiziano Terzani. L’ultima puntata di questa rubrica è dedicata alla straordinaria Margherita Hack.

La grande astrofisica italiana Margherita Hack in una dichiarazione del febbraio 2001 afferma: “A quei medici che dicono che un bambino non può crescere senza carne, dico che io non ho mai mangiato carne, perché quando sono nata i miei genitori erano già vegetariani. Eppure sono stata campione di salto in alto e lungo, e ora a 79 anni faccio 100 km in bicicletta, gioco a pallavolo e non ho mai avuto malattie serie”.

Nel suo breve scritto Perché sono vegetariana, Margherita Hack spiega le motivazioni del suo essere vegetariana come scelta personale e come scienziata e analizza i motivi per i quali tale tipo di alimentazione è salutare per il corpo, porta benefici a tutto l’ecosistema, non causa sofferenza a esseri viventi, inoltre “… l’alimentazione carnivora è in gran parte responsabile della fame che affligge ancora tante popolazioni dei paesi eufemisticamente detti “in via di sviluppo”. Infatti pochi sanno che i quattro quinti della terra coltivata in tutto il Pianeta sono usati per produrre foraggio per gli animali e solo un quinto per il consumo umano di cereali, frutta e verdura” (Perché sono vegetariana, Edizioni dell’Altana, Roma 2011, pag. 128).

In un’intervista (intervista a Federica Vitale, Margherita Hack ci racconta il suo universo, Nextme 14 luglio 2011), alla giornalista che le chiede la differenza fra gli uomini e gli animali risponde che, se bene la scienza non sia ancora giunta a conclusioni definitive, ritiene che consista nella capacità di astrazione del cervello umano e della possibilità che hanno gli uomini di far uso di un linguaggio complesso”.

Zuppa di ceci

Alla figura della Hack sono molto affezionata. Da piccola desideravo diventare un’astrofisica come lei. Quando poi ho compreso che avrei avuto a che fare con la fisica… beh, mi era rimasto soltanto l’amore per le stelle! Per lei ci vuoi una ricetta tradizionale semplice, rustisca ma corposa al contempo. Una meravigliosa zuppa di ceci!

INGREDIENTI

400 gr di ceci
4 pomodorini
Una cipolla rossa di Tropea
Una costa di sedano
Uno spicchio di aglio
Una carota
Una foglia di alloro
Peperoncino secco
Olio EVO
Sale q. b.

PROCEDIMENTO
Come per tutti i legumi secchi, anche i ceci devono essere lavati (per rimuovere possibili impurità) e messi in ammollo in acqua fredda per almeno 12 ore. Quindi per preparare la zuppa di ceci ti conviene pensarci il giorno prima!

Dopo l’ammollo i ceci sono pronti per essere cucinati. Scolali e mettili in una pentola con acqua abbondante (il cui livello superi di 10 cm i legumi), la foglia di alloro e lo spicchio d’aglio.

Fai cuocere sino a bollore e dopo abbassa la fiamma.  Salali verso fine cottura, non prima altrimenti  la pellicina si indurisce.

Il tempo di cottura dipenderà dalla qualità dei ceci utilizzati ma si aggira intorno alle 3 ore.

Intanto prepara un soffritto con olio, carota, sedano e cipolla, tagliati a pezzettini. Aggiungi i pomodorini e cuocili per un paio di minuti.

Quando i ceci saranno cotti scolali (ma non buttare l’acqua di cottura!) e uniscili al soffritto con un po’ d’acqua di cottura ma senza l’aglio e l’alloro. Quindi fai insaporire per qualche minuto a fuoco lento  e mescolando delicatamente (utilizza meglio un cucchiaio di legno)

Impiatta e servi ben caldo.