Un pizzico di… storia – L’Illuminismo e “pipi e patati” (peperoni e patate)

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Dopo la puntata sul Rinascimento passiamo all’Illuminismo.

Con l’Illuminismo la teorizzazione sui diritti degli animali diventa più strutturata e consapevole. Tutto ciò sposta la riflessione di alcuni pensatori sulla necessità di una dieta che non nasca da esseri che vengono soppressi e che soffrono.

Fra il diciottesimo e il diciannovesimo secolo ha luogo una vera rivoluzione vegetariana grazie alla teoria evoluzionista di Darwin, che dimostrò la continuità tra animali non umani e uomo (Dalla fabbrica alla forchetta, Agire Ora edizioni, Torino 2008, pag. 48).

In questo articolo è doveroso citare l’abate Condillac (1714 – 1780) il quale, nel suo Trattato sugli animali del 1755, afferma che gli animali hanno la stessa sensibilità degli uomini.

Personalità di spicco di questo periodo sono il filosofo svizzero Jean-Jacques Rousseau (1712 – 1778), il quale consiglia una dieta vegetariana per rispetto verso gli animali e il giurista inglese Jeremy Bentham (1748 – 1832) strenuo sostenitore dei diritti degli animali e fondatore dell’utilitarismo. L’utilità deve guidare l’azione morale tenendo sempre presente che il fine deve essere un piacere duraturo che, però, non deve nascere da azioni dolorose per sé o per altri esseri viventi.

Il primo a scrivere un trattato organico e strutturato sul cibo vegetariano, il “Cibo pitagorico” è Vincenzo Corrado. Erudito brindisino nato nel 1736, canonico e maestro di cerimonie del principe di Francavilla, il cui sapere spaziava in molti campi.

PIPI E PATATI (PEPERONI E PATATE)

Come mai ho abbinato all’Illuminismo questa golosissima ricetta tipica calabrese? Semplicemente perché ne ho voglia. Si tratta di un tipico piatto estivo della mia regione d’origine (che in estate mi manca sempre di più). Ricetta ottima da gustare anche fredda ed è buonissima il giorno dopo. Quindi ci siamo! Buon appetito! Ah, vi ho scritto anche la variante col pomodoro.

Ps. Certo, è un piatto in cui è presente la frittura. Ma una volta tanto…!

INGREDIENTI
Mezzo chilo di patate silane
Mezzo chilo di peperoni verdi e tondi
Olio EVO 
Sale q. b.

PREPARAZIONE

Pela, lava e taglia a spicchi le patate. Lava, pulisci i peperoni togliendo i semi e il picciolo e dividili, in base alla grandezza, o in due o in quattro parti. Friggi in abbondante olio EVO i peperoni (così l’olio si insaporisce e conferisce maggiore sapore alle patate), raccoglili con una schiumaiola e falli sgocciolare sulla carta assorbente. Nello stesso olio friggi le patate e falle asciugare sulla carta assorbente. Metti i peperoni e le patate in una ciotola, sala e mescola bene.

VARIANTE COL POMODORO

In una padella ampia fai friggere a fuoco vivace in un po’ di olio EVO uno spicchio d’aglio e 4 pomodorini dolci oppure 2 grandi. Aggiungi i peperoni e le patate già fritte e fai insaporire per un paio di minuti. Anche questo piatto è ottimo da gustare freddo e saporitissimo il giorno dopo. 

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