COS’È L’ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

COS’È L’ALIMENTAZIONE AYURVEDICA

Dopo aver parlato della Dieta Mediterranea e dell’alimentazione Macrobiotica, oggi vi porto a conoscere un’altra visione del mondo, scienza, filosofia che, attraverso l’alimentazione e lo stile di vita, cerca di prevenire e/o curare le malattie viene dalla mistica India: l’ayurveda.

Scopriamo insieme cos’è l’alimentazione Ayurvedica

L’ayurveda fa parte dei Veda, l’antica raccolta di testi indiani (non tutti sacri) databile prima del V sec. a.C. di cui vi ho già parlato nella rubrica Un pizzico di… storia.


Come possiamo leggere nel Charaka Samhita, testo fondamentale risalente al III secolo a.C. circa, “È chiamata Ayurveda quella scienza che descrive ciò che è utile e ciò che è dannoso, ciò che è piacevole e ciò che è doloroso, ciò che è benefico e ciò che non lo è, la lunghezza della vita e la vita stessa” (Charaka Samhita Sutrasasthana I, 41 in Letizia Vercellotti, Ayurveda, i principi, le pratiche, la spiritualità, Giunti Editore, Firenze 2018).

Ayurveda è un termine sanscrito ed è composto dal vocabolo ayus che significa vita e dal vocabolo veda, che significa scienza; quindi l’ayurveda è la “scienza della vita”.

Fondamentale per l’ayurveda è seguire le leggi della natura, solo così si può avere una vita felice e vivere in armonia con gli altri.

Nella visione ayurvedica il cosmo è costituito da cinque elementi, chiamati mahabuta: etere, aria, fuoco, acqua, terra. Nel corpo umano i cinque elementi si combinano fra loro dando luogo ai tre dosha, ossia tre principi metabolici, tre costituzioni. I dosha sono comprensivi non solo dei processi biologici ma anche dei pensieri e delle emozioni e sono:

vata (etere più aria);
pitta (fuoco più acqua);
kapha (acqua più terra).

Ogni individuo ha una costituzione basata sulla diversa distribuzione di vata, pitta e kapha e tale combinazione può cambiare nel corso della vita. L’equilibrio dei doha porta buona salute, il loro squilibrio genera problemi e, a lungo andare, malattie. Per questo motivo è importante conoscere il proprio dosha dominante per potersi alimentare correttamente in base agli alimenti più affini e, in caso di squilibrio, curarsi nel modo più adatto.

Secondo l’ayurveda gli alimenti si dividono in base ai guna, ossia le qualità, le caratteristiche:

Sattva guna: sono gli alimenti vegetali, quindi cereali, legumi, frutta fresca e secca, verdura, semi, alghe e spezie leggere; miele e latte. Garantiscono un fluire armonioso dell’energia e una mente lucida.

Rana guna: sono gli alimenti stimolanti come spezie forti, caffè, cioccolato, bibite gassate. Determinano un fluire agitato e caotico dell’energia, sono eccitanti.

Tamas guna: sono gli alimenti acidi, grassi o fermentati, come carne, pesce, uova, formaggi piccanti e alcol. L’energia non fluisce, determinano una fase di staticità e danno pesantezza.

Nell’alimentazione ayurvedica si distinguono sei tipi di sapori che si avvertono immediatamente sulla lingua e, trasmessi al sistema nervoso, producono i loro effetti sull’intero organismo.

Madhura (dolce): formato dagli elementi terra e acqua. Non è il dolce come lo intendiamo noi. È un gusto importantissimo in quanto è il più nutriente ed energetico, accresce tutti e tre i dosha, mantenendo un buon funzionamento dell’organismo. Ha anche un effetto calmante. Il gusto dolce si trova in cereali, legumi, verdura, frutta fresca e secca, semi, condimenti, zuccheri, carne, pesce, latte e alcune spezie.

Amla (acido/aspro): formato dagli elementi terra e fuoco. Se assunto in piccole quantità rinforza il fuoco digestivo favorendo l’assimilazione e l’evacuazione dei gas intestinali. Se assunto in eccesso può colpire il fegato e gli organi riproduttivi. Il gusto acido si trova in frutti acidi, cibi fermentati, aceto e yogurt.

Lavana (salato): formato dagli elementi acqua e fuoco. È importante per tutti i dosha al fine di mantenere l’equilibrio idrosalino. Ovviamente non bisogna abusarne altrimenti causa disidratazione e ipertensione arteriosa. A questa categoria appartengono il sale e le alghe.

Katu (pungente): è formato dagli elementi aria e fuoco. È importante al fine di mantenere un buon metabolismo, favorire la digestione e stimolare l’appetito. Se assunto in eccesso può causare disidratazione, gastrite e infiammazioni. Tale gusto si trova nel peperoncino, nello zenzero, nell’aglio, nella rucola e in altre spezie.

Tikta (amaro): formato dagli elementi etere e aria. È disintossicante e purificante. Aiuta la digestione. Un uso eccessivo può causare secchezza e perdita di forza. Il gusto amaro si trova in alcuni tipi di verdure.

Kashaya (astringente): è formato dagli elementi terra e aria. Aiuta a mantenere la stabilità dei tessuti organici e contribuisce alla digestione. Se assunto in eccesso porta secchezza, contrazione psicofisica e spasmi al colon. Il gusto astringente si trova nei cereali integrali, nei legumi, e nelle sostanze che contengono tannino come il tè.

Una corretta alimentazione è quella che contiene tutti e sei i sapori in quantità appropriate perché in tal modo non si verificano squilibri.

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