COS’È LA MACROBIOTICA

Nello scorso articolo di questa nuova serie dedicata alle diverse culture alimentari vi ho parlato della Dieta Mediterranea.

Oggi, dal bacino del Mediterraneo passerò all’Estremo Oriente per parlare della dieta macrobiotica. Una visione filosofica che affonda le sue radici nelle pratiche alimentari dei monaci zen e che offre a noi occidentali una nuova visione del cibo.

Il termine macrobiotica deriva dal greco “μακρος” grande e “βίος” vita, quindi “lunga vita”. Appare per la prima volta nel IV capitolo de “Sulle arie, sulle acque e sui luoghi”, il trattato di Ippocrate (460 a.C. circa – 377 a.C.) padre della medicina occidentale, il quale pone in relazione la costituzione e la salute dell’essere umano con le condizioni del luogo in cui ha radici e vive. Il vocabolo lo si attesta negli scritti di Erodoto (484 a.C. – 430 a.C.) e poi del medico Galeno (129 – 201 circa), proprio in riferimento a un tipo di alimentazione equilibrata, garanzia di una lunga vita.

Nel 1796, il medico ippocratico tedesco Christoph Wilhelm Hufeland pubblica Makrobiotik oder die Kunst, das menschliche Leben zu verlängern in cui sottolinea l’importanza di ripristinare un legame con la natura “Più l’uomo resta fedele alle leggi della natura, tanto più egli vive, ma quanto più se ne allontana, tanto più presto si avvicina alla morte; e questa è legge assolutamente universale.” (traduzione di Luigi Careno, L’Arte di Prolungare la Vita Umana, Venezia 1799, pag. 136).

Ma a diffondere lo stile di vita macrobiotico come lo si intende oggi è stato Nyoiti Sakurazawa (1893 – 1966), meglio noto come George Oshawa, scrittore giapponese che ha contribuito a divulgare in occidente antiche teorie e tradizioni orientali (arte del tè, agopuntura, bonsai, Judo…).

George Oshawa

Malato di tubercolosi, non riscontrava successi con terapie farmacologiche. Comprò un libricino del medico dell’esercito giapponese Sagen Ishizuka (1850 –1909) Come curare le malattie mediante la dieta. L’autore afferma che alla base di una dieta equilibrata ci devono essere cereali integrali seguiti da legumi, verdura cotta, alghe e semi, prodotti locali e di stagione.

Oshawa applica su se stesso i principi di Ishizuka e guarisce dalla tubercolosi, quindi dedica la sua vita a diffondere la filosofia macrobiotica in occidente. Nel 1930 si trasferisce con la moglie a Parigi dove tiene seminari sui principi della macrobiotica; dopo sei anni si reca negli Stati Uniti dove il suo libro Zen Macrobiotics riscuote il grande successo (George Oshawa, Zen MacRobiotics: The Art of Rejuvenation and Longevity, George Ohsawa Macrobiotic, 1995).

La Macrobiotica, da non confondere con la cucina giapponese, non è semplicemente una dieta bensì una filosofia di vita che si basa sull’antica concezione cinese dello Yin (阴 luna, ombra) e dello Yang (阳 sole) che viene applicata a ogni sfera dello scibile.

Sono due principi opposti fra loro ma complementari e interdipendenti infatti lo Yin non esisterebbe senza lo Yang e viceversa. Attraverso queste due grandi energie, le cui caratteristiche sono applicate agli alimenti, la Macrobiotica cerca di mantenere o ritrovare l’equilibrio fra l’uomo e l’universo. Non dovrebbe essere un percorso rigoroso ma una dinamica ricerca dell’equilibrio che si consegue attraverso la consapevolezza delle caratteristiche personali, dello stile di vita, del lavoro e, non ultimo, dell’area geografica in cui si vive.

Secondo la Macrobiotica è necessario mangiare frutta e verdura di stagione e che appartengano alla fascia climatica in cui si vive (quindi un italiano non dovrebbe mangiare banane, ananas ecc…); ridurre al minimo o del tutto gli alimenti di origine animale; evitare gli zuccheri raffinati e le preparazioni che li contengono. Bisogna consumare cereali integrali in chicco e legumi; mangiare quotidianamente la zuppa di miso; introdurre condimenti speciali (tamari, shoyu) e le alghe.

Zuppa di miso

Ogni alimento è dotato di un’energia specifica la quale dipende da una serie di fattori: luogo in cui è cresciuto, direzione di crescita, materiali con cui entra in contatto (bisogna usare solo mestoli di legno, pentole in terracotta, porcellana, acciaio inossidabile o bambù) modo in cui viene tagliato e cucinato. Secondo questa prospettiva, gli alimenti ci aiutano a mantenere l’equilibrio con l’ambiente che ci circonda.

Tale equilibrio è ricercato sia dagli umani sia dagli animali e dalle piante. Quindi se l’ambiente è freddo, per sopravvivere gli organismi cercano di mantenere il calore ed eliminare il freddo, viceversa se l’ambiente è caldo cercano di mantenere il freddo ed eliminare il calore.

Riprendendo l’esempio che nel suo La via Macrobiotica (ebook www.laviamacrobiotica.it) fa Dealma Franceschetti, cuoca e terapista macrobiotica, un ortaggio come la verza trattiene poca acqua per sopravvivere all’inverno; al contrario, una zucchina ne trattiene molta per sopravvivere al calore estivo. Quando mangiano la verza introduciamo nel nostro corpo il calore che ha usato per sopravvivere al freddo. Al contrario, quando mangiamo una zucchina, introduciamo un’energia raffreddante.

È così che si mantiene l’equilibrio con l’ambiente. Quando non si rispetta la stagionalità degli alimenti si introduce nell’organismo un’energia che non solo non è necessaria in quel contesto ma che provoca uno squilibrio. Se a esempio, mangiamo della frutta estiva in inverno introduciamo energia fredda che il corpo, per ripristinare l’equilibrio, cercherà di eliminare probabilmente con un raffreddore. Secondo la filosofia macrobiotica, il corpo si comporta in questo modo anche quando mangiamo frutta e verdura che non appartengono alla nostra fascia climatica, come la frutta tropicale che, crescendo in un clima molto caldo, trattiene un’energia molto raffreddante la quale può essere eccessiva anche in estate.

Secondo la visione macrobiotica, lo yin è forza centrifuga; è freddo e quindi caratterizzato dal rallentamento del movimento delle componenti molecolari; è dilatazione, espansione, e dunque tende a salire.

Lo yang è forza centripeta; è calore e dunque attività delle componenti molecolari; è costrizione e pesantezza, quindi tende a discendere.

Gli alimenti possono essere classificati in base alla loro energia più yin (quindi più acidi) oppure più yang (quindi alcalini). In un’ipotetica scala, dall’alto verso il basso ci sono quelli estremamente yin, dal basso verso l’alto quelli con un eccesso di energia yang. Al centro si trovano gli alimenti con un ottimo equilibrio energetico. L’energia yin estrema raffredda e indebolisce, se invece è equilibrata, rilassa e rinfresca. L’energia yang estrema crea eccesso di calore, accumuli, rigidità e tensione, se invece è equilibrata, apporta calore, tono, forza ed energia.

Bisogna però precisare che tale classificazione non è statica e rigida. Anche se il regno vegetale è Yin, ci sono alimenti in cui predominano le caratteristiche Yang. Infatti la frutta è più Yin rispetto alla verdura perché cresce sugli alberi, quindi verso l’alto; la verdura cresce sulla terra, più in basso, pertanto è più yang rispetto alla frutta pur essendo Yin in quanto fa parte del al regno vegetale.

ESTREMO YIN
Medicine, droghe, prodotti chimici
Cibo Chimico: (Bevande Industriali, Coloranti, Conservanti, Scatolami)
Superalcolici
Zucchero
Bevande e cibi zuccherati
Alcolici
Spezie
Caffè, tè
Frutta tropicale
Latte, yogurt
Olii vegetali
Frutta dei climi caldi (agrumi)
Solanacee
Frutta dei climi temperati (Angurie, Pesche, Lamponi, Mirtilli, ecc.)
Formaggi freschi senza sale
Tofu
Semi oleosi
Verdure
Radici (Carote, cipolle, rape, ravanelli, daikon, bardana)
Alghe
Legumi
Mais
Avena
Orzo
Grano
Riso integrale EQUILIBRIO
Miglio
Grano saraceno
Molluschi
Pesce e carne bianca
Pesci e carne rossa
Carni bianche
Formaggi stagionati
Carni rosse
Salumi
Uova
Tamari
Miso, salsa di soia
Sale
ESTREMO YANG

Tabella degli alimenti yin e yang

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