Un pizzico di… storia – Le due guerre, Waston e crema ai peperoni

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Nell’ultima puntata vi ho parlato di Gandhi, oggi vi racconto com’era la situazione nel periodo dei due conflitti mondiali e vi presento un personaggio poco noto ai più ma che ha dato un notevole contributo al veganesimo, coniandone proprio il nome, Donald Waston.

Nel 1908, a Dresda, viene fondata l’Unione Internazionale Vegetariana, con lo scopo di promuovere la cultura vegetariana a livello globale.

Se nel periodo che intercorre fra i conflitti mondiali (e nel corso delle guerre stesse) la scelta vegetariana è quasi obbligata dato che la carne scarseggia, durante il regime nazista i vegetariani vengono perseguitati in quanto considerati sovversivi da Hitler. Risulta falsa la notizia del suo vegetarianesimo.

Donald Waston

Il primo novembre del 1944, Donald Watson, attivista britannico vegetariano dall’età di 13 anni, fonda a Leicester la Vegan Society, distaccandosi dalla Vegetarian Society la quale si era rifiutata di escludere anche i prodotti di derivazione animale.

Viene coniato, così, il termine “vegan” che è una crasi della parola “vegetarian”. In questo modo si segna, in maniera simbolica, l’inizio e la fine del vegetarianesimo.

La fame e le carenze sofferte durante la Seconda Guerra Mondiale scatenano, nel periodo post bellico, una sfrenata ricerca di benessere. Negli Stati Uniti d’America e in Europa iniziano a nascere gli allevamenti intensivi. Le proteine animali divengono sinonimo di ricchezza e viene avviato un selvaggio sfruttamento delle risorse del Pianeta e degli animali.

CREMA AI PEPERONI

Foto di Marta Ranieri

L’ultima ricetta sperimentata per la lezione di cucina tenuta prima dell’Home Restaurant è questa crema ai peperoni. Molto semplice, fresca e ottima per incentivare l’abbronzatura!

INGREDIENTI PER  2 PERSONE

Un peperone rosso
Una cipolla rossa di tropea
Olio EVO
Latte di soia non zuccherato q. b.
Acqua q. b.
Sale q. b.
Paprika dolce q. b.

PROCEDIMENTO
In una padella fai riscaldare l’olio, aggiungi la cipolla tritata, dopo un po’ aggiungi un pizzico di sale e dopo poco un goccio di acqua per fa perdere l’acidità alla cipolla. Aggiungi il peperone tagliato a cubetti, quindi un mezzo bicchiere di acqua e un mezzo bicchiere di latte di soia, quindi sala il tutto. Lascia cucinare prestando attenzione che non si asciughi troppo.

Un pizzico di… storia – Gandhi e pesto di basilico

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Mercoledì scorso vi ho accennato che nella prossima puntata avrei parlato di Gandhi, il quale intrattenne una fitta corrsipondenza con l’autore che lo ispirò e del quale vi ho parlato nel precedente articolo, Lev Tolstoj.

La non violenza è il principio al quale Gandhi (1869 –1948) dedica la sua vita. Per il Mahatma la vita degli uomini e quella degli animali hanno pari dignità. Celebre è la sua affermazione: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali.”.

La sua scelta di diventare vegano avviene non per sua spontanea volontà, bensì per l’ambiente in cui nasce e vive. La sua è una famiglia di religione induista e la madre segue rigorosamente l’insegnamento dei Veda, la raccolta di testi elaborata dagli Arii, il più antico dei quali è ascrivibile al 2500 a. C., in cui si possono leggere raccomandazioni per un’alimentazione di tipo vegano.

È in Inghilterra che, dopo aver letto diversi testi sull’alimentazione vegana, si rende conto il suo modo di alimentarsi ha un forte valore morale. Fortifica, così, le sue convinzioni sul rispetto di ogni vita. Egli diviene anche socio della London Vegetarian Society.

PESTO DI BASILICO

Ho sperimentato e realizzato tanti tipi di pesto. Con verdure cotte e crude. Ma solo oggi ho preparato quello con il basilico (del mio orto!). Per la prima volta. Strano vero? Comunque sia, il risultato è straordinario. E voglio condividerlo con voi.

INGREDIENTI PER  2 PERSONE

30 grammi di basilico fresco
30 grammi di mandorle pelate di Avola
10 grammi di olio EVO
Mezzo spicchio piccolo di aglio rosso di Nubia
Un pizzico di sale integrale
Acqua q.b.

PROCEDIMENTO

Lava e asciuga le foglie di basilico. Inserisci tutti gli ingredienti nel frullatore, frullando a più riprese per non far surriscaldare le lame. Per rendere più fluido aggiungi un po’ di acqua.

LA RICETTA IN DIRETTA RADIO – Polpette di ricotta vegetale

Ecco per voi la ricetta in diretta delle polpette di ricotta. Ovviamente in versione veg ma, non per questo, meno buone. Anzi… e sono pure più leggere!! Un piatto della tradizione che ho rivisitato con ottimi risultati. Provare per credere!!

INGREDIENTI PER  4 PERSONE
400 grammi di ricotta vegetale
60 grammi di parmigiano vegetale
60 grammi di pangrattato più pangrattato per ripassare le polpette
Olio EVO q. b.
Sale q. b.
Olio per la frittura (io ti consiglio l’olio EVO)
Facoltativo:
Prezzemolo tritato
Noce moscata grattugiata
Pepe nero

PROCEDIMENTO
Impasta tutti gli ingredienti (se l’impasto dovesse risultare troppo morbido puoi aggiungere un po’ di pangrattato) e forma delle polpettine rotonde di circa 3 centimetri di diametro. Passale nel pangrattato e friggile in abbondante olio bollente finché non sono ben dorate.

Un pizzico di… storia – Tolstoj e crema nocciole e cioccolato

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Nella scorsa puntata vi ho parlato di Mary Shelley. Oggi è il momento di uno dei più grandi scrittori mai esistiti: Lev Tolstoj.

Un altro vegetariano famoso che ci ha offerto la storia è lo scrittore russo Lev Tolstoj (1828 – 1910). Lo scrittore di “Guerra e pace”, dopo una profonda crisi esistenziale, spinto da un sentimento di purificazione interiore, decide di nutrirsi esclusivamente con pane, verdure e legumi, una scelta necessaria per una sana vita morale. Ma alla base della sua scelta non c’è solamente una motivazione ascetica bensì anche uno strenuo rifiuto di qualunque tipo di violenza.

Le sue motivazioni sono bene argomentate in “Il primo gradino”, una prefazione scritta al libro di Howard Williams ”The Ethics of Diet”.

Tolstoj afferma: “La prima tappa della vita morale è la temperanza, così come la prima tappa della temperanza è la sobrietà nel cibo. Cosa voglio dire? Che gli uomini, per diventare buoni, devono smettere di mangiare carne? Affatto. Io voglio solo dire che… se l’uomo cerca seriamente e sinceramente di progredire verso il bene, la prima cosa di cui si priverà sarà l’alimentazione di origine animale, perché il suo uso è immorale, perché comporta un’azione contraria alla morale ‒ l’assassinio ‒ causato solo da ingordigia e gola”.

In questo testo è presente anche una lunga, inquietante e terribilmente attuale descrizione di una visita fatta dallo Scrittore al mattatoio di Tula nel 1891.

Tolstoj è stato un grande sostenitore della non violenza e ha ispirato Ghandi con il quale ha anche intrattenuto una fitta corrispondenza. Ma di ciò ve ne parlo nel prossimo articolo.

CREMA ALLE NOCCIOLE E CIOCCOLATO

Per Tolstoj ci vuole una ricetta importante, golosa ma al contempo semplice. Con pochi ingredienti e, se possibile, che siano ingredienti di recupero, scarti che altrimenti butteremmo proprio come l’okara di nocciole che deriva dal latte di nocciole. Ecco una crema spalmabile che oltre a essere buona è anche raw e gluten free.

INGREDIENTI:
70 grammi di okara di nocciole tostate
100 grammi di massa di cacao (oppure di cioccolato crudo)
2 cucchiaini di sciroppo di agave
Latte di nocciola q. b.

PROCEDIMENTO:

A bagnomaria sciogli la massa di cacao, incorpora gli altri ingredienti, lascia raffreddare. Conserva in un barattolo di vetro in frigo anche per 10 giorni.