Un pizzico di… storia – Il Rinascimento e frittelle di fiori

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Dopo la puntata sul Medioevo è arrivato il momento del Rinascimento.

Durante il Rinascimento, l’Italia primeggia sugli stati europei non solo per l’arte e la cultura, per le trasformazioni e le innovazioni, ma anche sul piano della gastronomia. Presso le varie corti si svolgono banchetti sfarzosi dove opulenza ed eleganza sono le parole d’ordine; vengono rivalutati ortaggi e verdure che sono presentati ai commensali sotto forma di ricette elaborate; è anche l’epoca in cui nasce l’arte dell’alta pasticceria e della confetteria.

Caterina De’ Medici esporta in Francia il gusto, la raffinatezza e le ricette della sua Firenze: da questo momento la cucina diventa arte.

Uno dei più famosi vegetariani della storia è Leonardo da Vinci. Al genio del rinascimento è attribuito un libro di ricette realizzate esclusivamente con frutti e verdure. Inoltre, Giorgio Vasari, nelle Vite, ci racconta un aneddoto particolare: “Passeggiando tra le bancarelle del mercato a Firenze, un giorno Leonardo si imbatté in un venditore di uccellini, tutti, ovviamente, chiusi in gabbia. Commosso fino alle lacrime, il grande artista li comprò tutti e poi li lasciò volare via, liberi.”.

Il Genio, nei suoi Appunti scrisse: “verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, e anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto”.

Nello stesso periodo, l’umanista e gastronomo Bartolomeo Sacchi (1421 – 1481) scrive De honesta voluptate et valitudine, il primo libro di gastronomia italiana dopo quello di Apicio (25 a. C. – 37 d. C.). La sua è una visione rivoluzionaria, grande attenzione viene posta alla valorizzazione dei cibi e al gusto per il mangiare. Molti piatti proposti sono vegetariani e veramente innovativi per l’epoca.

Nella sua opera più famosa, Elogio della Follia (Erasmo da Rotterdam, Paolo Sanasi a cura di, Elogio della Follia, edizione Acrobat, Siena), Erasmo da Rotterdam (1469 ca. – 1536) fa parlare la Follia che affronta con violenza satirica i costumi dell’epoca in cui l’umanista vive. Erasmo non fa sconti a nessuno e ironizza sui nobili che provano “un incredibile piacere tutte le volte che sentono il suono cupo del corno e l’abbaiare dei cani” (Erasmo da Rotterdam, Cit. pag. 16). I gesti ieratici del signore che insegue, uccide, squarta, ammirato dalla folla che lo circonda, sembra elevarlo nella sua nobiltà, e la selvaggina che divora lo fa sentire un re mentre non è altro che una belva feroce.

Il “dispiacere” (Michel de Montaigne, Della crudeltà, Adelphi, Milano 1992, pag. 559) che Montaigne (1533 – 1592) prova per la sofferenza degli animali lo porta a riflettere sulla crudeltà degli uomini e ad affermare, includendo anche il mondo vegetale tra le creature viventi, che “un certo rispetto e un generale dovere di umanità… ci lega non solo alle bestie che hanno vita e sentimento ma anche agli alberi e alle piante” (de Montaigne, Cit. Pag. 560).

Frittelle di fiori di zucchina

Il Rinascimento mi fa inevitabilmente pensare alla Primavera del Botticelli. Quindi ho abbinato un piatto semplice ma che è un’esplosione di gusto. Le frittelle di fiori di zucchina. Le frittelle più buone sono sempre quelle mangiate di nascosto mentre la mamma le frigge.

INGREDIENTI

2 mazzetti di fiori di zucchina

Farina q. b.

Acqua gassata fredda

Sale q. b.

Pepe nero q. b.

Olio per frittura

PROCEDIMENTO

Lava con delicatezza i fiori di zucchina e privali dei pistilli. Tagliali grossolanamente con le mani. In una boule prepara una pastella con la farina e l’acqua gassata. Mescola prestando attenzione che non sia né troppo liquida né troppo solida. Alla fine aggiungi il sale e il pepe nero. Versa nella pastella i fiori di zucchina tagliuzzati e mescola per bene. Friggili in olio abbondante il preparato prendendolo di volta in volta con un cucchiaio. Quando le frittelle sono dorate mettile ad asciugare sulla carta assorbente e servile ben calde. P.s.: i fiori di zucchina puoi pure lasciarli interi e immergerli singolarmente nella pastella.

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