Un pizzico di… storia – Platone e polpette di ricotta

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Nella scorsa puntata vi ho parlato di Pitagora, padre del vegetarianesimo. Oggi vi faccio conoscere il pensiero di uno dei più grandi filosofi dell’antichità: Platone.

Il grande filosofo ateniese ne Le Leggi, fa riferimento a un tempo arcaico in cui gli uomini non uccidevano animali né per cibarsene né per sacrificarli alle divinità: «presso altri popoli non vi era neppure il coraggio di gustare la carne di bue, e agli dei non si sacrificavano animali, ma focacce, e frutti inzuppati nel miele, e simili altre incontaminate offerte, e non si toccava carne, quasi fosse empio mangiarne, e così macchiare di sangue gli altari degli dei» (Platone, Le Leggi, Cap. 6 BUR – Biblioteca Universale Rizzoli, Milano 2005).

Ma non è tutto, in Platone, troviamo una consapevolezza quasi profetica. Lungimiranti sono, infatti, le affermazioni che, ne La Repubblica, attribuisce a Socrate il quale, parlando con Glaucone, pronuncia una sorta di profezia: «avremo bisogno di molti maiali e di guardiani, e poi saremmo costretti a ricorrere più spesso ai medici. E gli allevamenti richiederanno spazi nuovi, sottraendo terreno all’agricoltura. Così, la città sarà costretta a invadere i paesi vicini ed a fare la guerra» (Platone, La Repubblica, Laterza, Bari 2007).

Polpette di ricotta

Nella mitologia greca il primo a produrre formaggi e ricotta fu Aristeo, figlio del dio Apollo e della principessa Cirene. Ed è sempre nella letteratura greca che si trova la prima testimonianza della ricotta: nel IX canto dell’Odissea, dove viene narrata la vicenda di Polifemo, il ciclope che produce formaggi e ricotta.

Per tale motivo mi è venuto in mente di associare le golose polpettine al grande filosofo. Ovviamente in versione vegetale!

INGREDIENTI PER 40 POLPETTINE

400 grammi di ricotta vegetale

60 grammi di parmigiano vegetale

60 grammi di pangrattato più pangrattato per ripassare le polpette

Olio EVO q. b.

Sale q. b.

Olio per la frittura (io ti consiglio l’olio EVO)

Facoltativo:

Prezzemolo tritato

Noce moscata grattugiata

Pepe nero

PROCEDIMENTO

Impasta tutti gli ingredienti (se l’impasto dovesse risultare troppo morbido puoi aggiungere un po’ di pangrattato) e forma delle polpettine rotonde di circa 3 centimetri di diametro. Passale nel pangrattato e friggile in abbondante olio bollente finché non sono ben dorate.

Un pizzico di… storia – Pitagora e fave fresche!

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti i quali, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Ogni mercoledì pubblico un articolo su tale argomento, ogni personaggio è accompagnato da una mia ricetta inedita. L’abbinamento può dipendere da una mia bizzarra associazione di idee o da un ingrediente correlato alla persona di cui parlo.

In Occidente, la consuetudine di non mangiare carne come scelta volontaria per motivazioni etiche e religiose affonda le sue radici nell’antica Grecia, dove l’alimentazione era basata soprattutto su piante spontanee, cereali e legumi. La carne era riservata a eventi particolari o sacrifici religiosi.

Pitagora (570 – 495 a. C.) filosofo, matematico, astronomo e politico, è considerato il padre occidentale del vegetarianesimo.

Il pensiero del filosofo greco, probabilmente influenzato da altre culture come quella egiziana, si basa su una visione ecocentrica e antispecista in quanto considera l’essere umano sullo stesso piano degli altri animali.

Nelle Metamorfosi Ovidio gli fa dire: «Astenetevi, oh mortali, dal contaminarvi il corpo con pietanze empie! Ci sono i cereali, ci sono i frutti che piegano con il loro peso i rami, grappoli d’uva turgidi sulle viti. Ci sono verdure deliziose, ce n’è di quelle che si possono rendere più buone con la cottura. E nessuno vi proibisce il latte, e il miele che profuma di timo. La terra generosa vi fornisce ogni ben di dio e vi offre banchetti senza bisogno di uccisioni e di sangue. Ah, che delitto enorme è cacciare visceri nei visceri, ingrassare il corpo ingordo stipandovi dentro un altro corpo, vivere della morte di un altro essere vivente! In mezzo a tutta l’abbondanza di prodotti della Terra, la migliore di tutte le madri, davvero non ti piace altro che masticare con dente crudele povere carni piagate, facendo il verso col muso ai Ciclopi? E solo distruggendo un altro potrai placare lo sfinimento di un ventre vorace e vizioso?» (Ovidio, Metamorfosi, XV, 75-95, Mondadori, Milano 2015).

Pitagora e gli allievi della sua scuola credevano nella metempsicosi, la trasmigrazione delle anime, secondo cui l’anima degli animali è uguale a quella degli uomini. Per tale motivo uccidere un animale era considerato alla stessa stregua di uccidere un essere umano.

Pasta con le fave fresche

Si narra che Pitagora preferì essere catturato invece di nascondersi in un campo di fave. Le fave erano un legume bandito dalla scuola pitagorica. E, inevitabilmente, è il primo ingrediente che mi balza in mente pensando al piatto da associare al filosofo greco. Che mi possa perdonare!

INGREDIENTI

250 grammi di ditaloni rigati integrali

Un chilo di fave fresche

Una cipolla rossa di Tropea

Acqua q. b.

Circa 20 grammi di olio EVO

Sale q.b.

Pepe nero q. b.

PROCEDIMENTO

Affetta la cipolla e mettila in un tegame con l’olio caldo. Aggiungi un pizzico di sale e continua a farla rosolare, quindi aggiungi un po’ di acqua e, dopo una trentina di secondi, aggiungi le fave fresche. Verso fine cottura aggiusta di sale e pepe.

Intanto cuoci la pasta e uniscila alle fave prima che sia al dente. Se necessario aggiungi un po’ di liquido di cottura della pasta. Ultima la cottura e, una volta spento il fuoco, lasciala riposare per un minuto.

RICETTA ILLUSTRATA DA MIRIAM VIOLA

Qualche mese fa, a uno dei miei corsi di pasticceria vegetale e salutista, ha partecipato una ragazza la quale, dopo pochi giorni, mi ha scritto facendomi una proposta particolare.

Lei si chiama Miriam Viola, è una pittrice, illustratrice e scrittrice, si è diplomata in Illustrazione alla “Accademia Nemo” di Firenze dove ha avuto l’occasione apprendere da grandi fumettisti, artisti acquerellisti e character designer. Per Ciesse Edizioni ha pubblicato il romanzo “La chiave giusta”  e “Il Giramondo” .

Come potrete immaginare, mi ha proposto di illustrare una mia ricetta.
Arte figurativa e culinaria insieme. Per questo connubio ho scelto una ricetta rappresentativa di un’altra unione: due preparazioni antiche per tradizione, lontane per cultura ma che insieme sono un’esplosione di gusto. I pomodori secchi sott’olio, peculiarità della cucina del Sud Italia, e il tofu, il formaggio a base di soia inventato dai monaci buddisti cinesi.

L’illustrazione di Miriam mi è piaciuta tantissimo. Lei è veramente talentuosa. La potete seguire sui suoi profili di Facebook e su Instagram. Magari un giorno proverò a partecipare a qualche suo corso di acquerello. O magari insieme pubblicheremo un libro di ricette illustrate.

Un pizzico di… storia – I Veda

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Nel primo articolo vi ho parlato di Zarathustra. Oggi prendo in considerazione non un personaggio bensì una delle più antiche e famose raccolta di testi, non tutti sacri: i Veda.

Al contrario di quanto si possa pensare, il veganesimo non è una “moda” recente. Infatti, già nei Veda, la raccolta di testi elaborata dagli Arii, il più antico dei quali è ascrivibile al 2500 a. C., si possono leggere raccomandazioni per un’alimentazione di tipo vegano: «Se una persona mangia carne umana, di cavallo o di altri animali, e priva gli altri del latte uccidendo le mucche, o re, se tale essere malvagio non desiste con altri mezzi, allora non devi esitare a tagliargli la testa.» (Rig Veda, 10, 87, 16).

E ancora: «Le anime nobili, che praticano la meditazione e le altre discipline dello yoga, che sono attente a tutti gli esseri e che proteggono tutti gli animali, sono quelle che hanno davvero intenzioni serie verso le pratiche spirituali» (Atharva Veda, 19, 48, 5).

L’alimentazione del vero yogi, infatti, dovrebbe essere basata esclusivamente su alimenti di origine vegetale per una migliore elevazione dello spirito.

Melanzane a funghetto

A questo articolo avrei potuto abbinare una ricetta dell’alimentazione Ayurvedica ma sarebbe stato troppo scontato. E poi, all’Ayurveda, incredibilmente vasta e con una visione spiccatamente differente rispetto a quella occidentale, ho già in mente di dedicare altri articoli e corsi.

Foto di Marta Ranieri

Agli antichi testi indiani dei Veda abbino un contorno semplice ma golosissimo, che ha come protagonista la melanzana, che sembra abbia origini proprio in India.

INGREDIENTI PER  4 PERSONE

2 melanzane viola grandi

Farina di tipo 1 q. b.

Acqua q. b.

Olio EVO 

Sale integrale

PREPARAZIONE

Lava le melanzane e tagliale a bastoncini piuttosto grossi. Mettili in una ciotola con acqua salta affinché perdano l’amaro. Dopo un paio d’ore sciacquali e strizzali per bene. Passa i bastoncini di melanzana nella farina e friggili in abbondante olio EVO. Falli asciugare sul panno carta impattali, aggiungi il sale e servili ben caldi.

TORTA ALLE FRAGOLE SENZA ZUCCHERO

Torta senza latte, senza zucchero, senza lievito

Amo le fragole per il loro colore, per il loro sapore e per il loro profumo. E il nome fragola deriva dal latino “fragrare” e vuol dire proprio “mandare odore”.
Le fragole sono ricche di vitamina C (molto più di quanto lo siano gli agrumi). Contengono lo xilitolo, una sostanza che previene la formazione della placca e distrugge i germi responsabili dell’alitosi.
Lo sai che la fragola è uno pseudofrutto? Infatti, dal punto di vista botanico, il frutto vero e proprio sono i semini gialli presenti sulla superficie e chiamati acheni.

Foto di Marta Ranieri

Io sono una di quelle che il panettone lo preferisce con le gocce di cioccolato perché non sopporta l’uvetta. Quindi, appena leggerai “uva sultanina” fra gli ingredienti non ti spaventare! Una volta frullata, messa nell’impasto e cotta perderà il suo sapore. Ci serve per sostituire lo zucchero. In questa torta al posto del lievito ho utilizzato un composto di bicarbonato e limone.

Ingredienti
200 grammi di farina integrale
400 grammi di fragole mature
100 grammi di uva sultanina
6 grammi di bicarbonato
2 limoni piccoli di cui usare sia il succo sia la scorza
180 grammi di acqua
60 grammi di olio EVO (che abbia un sapore fruttato e non troppo intenso) 

Procedimento
Metti a reidratare l’uvetta nei 180 grammi di acqua per almeno un’ora.
Dopo averle lavate, taglia a pezzettini le fragole.
In una ciotolina metti il bicarbonato e il succo dei limoni, questo è il nostro lievito! Frulla l’uvetta con tutta la sua acqua (l’ideale sarebbe usare un minipimer a immersione).
In una boule grattuggia la scorza dei limoni, aggiungi la farina e l’uvetta frullata.
Inizia a mescolare, quindi aggiungi l’olio, le fragole e, dopo averle amalgamate aggiungi il lievito. Mescola per bene.
Metti il composto il una teglia di diametro di 20 cm precedentemente oliata e inforna per 50 minuti a 180 gradi.

Se vuoi realizzare una crema alle fragole, prova questa ricetta: crema fragole e mandorle.

PARMIGIANO VEGETALE

PARMIGIANO VEG

INGREDIENTI

25 grammi mandorle pelate

25 grammi di farina lievito alimentare in scaglie

Un cucchiaino di semi di sesamo tostati

Un pizzico di sale integrale q. b.

PROCEDIMENTO

Frulla tutti gli ingredienti sino a polverizzarli.

Un pizzico di… storia – Zarathustra e burger di riso nero

Sono numerosi i filosofi, gli scrittori e gli artisti che, nel corso della storia, hanno abbracciato una visione nettamente opposta al pensiero dominante che vede gli animali in una posizione subalterna rispetto a quella occupata dall’uomo.

Ovviamente non mi limiterò a illustrare il pensiero di personaggi o la concezione sugli animali peculiare di un periodo storico. Ogni articolo sarà corredato da una ricetta inedita. Un piatto che, per un motivo o per un altro, abbinerò al/alla protagonista della rubrica.

I primi moniti contro l’uccisione di animali possono essere ricondotti a Zarathustra, riformatore religioso sulla cui esistenza è ormai concorde la maggior parte degli studiosi, vissuto in Persia, nel periodo preislamico intorno al X secolo a. C., e fondatore dello zoroastrismo.

A Zarathustra sono attribuite la seguente dichiarazione «Chi rinuncia a cibarsi delle carni martoriate avrà lo spirito santo e la verità. Mi pento, mi umilio e faccio penitenza per tutti i peccati commessi contro gli animali.» (Gino Ditadi, I filosofi e gli animali, vol. 1, Isonomia editrice, Este 1994, p. 258.).

Mini burger di riso nero

Ricetta gluten free

Zarathustra mi fa pensare a qualcosa di lontano, nel mio immaginario è avvolto da un alone di mistero. Pertanto ho deciso di abbinarlo al riso nero, d’origine orientale ma ormai prodotto anche in Italia dalla SA.PI.SE. (Sardo Piemontese Sementi Soc. Coop – Società Agricola), che ne ha registrato la varietà presso il Registro Nazionale delle Specie Agrarie.

Il riso nero, dall’inconfondibile profumo di pane appena sfornato, l’ho abbinato ai fagioli neri, con la Persia di Zarathustra hanno ben poca attinenza ma ben si sposano con il cereale prescelto.

Così ho ideato questi miniburger molto saporiti.

INGREDIENTI

200 grammi di riso nero già cotto

200 grammi di fagioli neri già cotti

Una carota

Una costa di sedano

Uno spicchio di aglio

Un cucchiaino di tahina

Pepe nero q. b.

Sale integrale q. b.

Olio EVO q. b.

PROCEDIMENTO
In una padella antiaderente fai rosolare lo spicchio di aglio. Aggiungi la carota e il sedano tagliati a dadini, salali e falli soffriggere fin quando non si sono ammorbiditi. In una ciotola frulla il riso, i fagioli neri, le verdure soffrite e il cucchiaino thaina. Aggiusta di sale e pepe. Prepara i miniburger e cuocili, nella stessa padella nella quale hai soffritto le verdure, 4 minuti per lato.

Idee per il pranzo di Pasqua

Antipasto

Muffin salati con broccoli – La ricetta dei muffin puoi anche ascoltarla!

Primo

Spaghetti con ricruda di mandorle e pomodori secchi Preferisci spaghetti di grani antichi.

Secondo

Torta pasqualina a modo mio

Dessert

Crema di fragole

TORTA PASQUALINA A MODO MIO

INGREDIENTI PER LA BRISÉ

250 grammi di farina integrale

70 grammi di olio EVO

80 grammi di acqua a temperatura ambiente

Sale integrale q. b.

PROCEDIMENTO

Mescola la farina con l’olio, aggiungi il sale e, a poco a poco, l’acqua. Impasta finché non ottieni un composto sodo e compatto. Avvolgilo nella pellicola e lascia riposare una trentina di minuti. Cuoci in forno preriscaldato a 180°.

INGREDIENTI PER IL RIPIENO

Un panetto di tofu da 250 grammi

3 mazzetti di spiaci freschi

Uno spicchio di aglio

Olio EVO

Pepe nero

Noce moscata

Sale integrale q. b.

PROCEDIMENTO

Cuoci al vapore gli spinaci e poi ripassali il una padella antiaderente con l’aglio e un filo di olio. Frulla il tofu con un filo di olio, sale, pepe nero e noce moscata. In una ciotola unisci gli spinaci sminuzzati finemente al tofu frullato e mescola per bene in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiusta di sale e pepe.

L’alimentazione ai tempi della quarantena – Niente cambia secondo i soliti consigli di Gioia in Cucina

Durante la quarantena, la maggior parte di noi è costretta a rimanere a casa ed è alto il rischio di metter su peso per via di una vita sedentaria alla quale non si è abituati. Su giornali e web sono tantissimi gli articoli che invitano a una dieta corretta al fine di non prendere chili e innalzare il sistema immunitario.

Ma per “Gioia in Cucina” non c’è nulla di nuovo. Il tipo di alimentazione che gli esperti stanno consigliando per mantenere peso (o dimagrire) e aumentare le nostre difese immunitarie è proprio quella alla quale invito io da tempo. Ma non perché me la sia inventata bensì grazie agli studi eseguiti e all’esperienza fatta.

Vediamo, quindi, cosa mangiare non solo ora ma sempre.
Ps.: Ovviamente qualche sgarro ci sta ma, se preparati nel modo giusto, avremo gustosi manicaretti che non ci faranno rimpiangere nulla, anzi!

Cereali

Soprattutto integrali, quindi largo spazio a riso integrale, farro non decorticato e orzo non perlato, grano in chicchi. Ok alla pasta ma che sia di qualità, ottima quella di grani antichi.

Legumi

Vanno benissimo in tutte le forme: così come sono, crema (a esempio l’hummus), vellutata, in burger o polpettine, buona anche la pasta con farina di legumi. Perfetta anche la bevanda a base di soia, che non sia zuccherata però!

Frutta e verdura

Molta più verdura che frutta (per via degli zuccheri) che sia rigorosamente di stagione e a Km0.

Frutta secca e semi

Un consumo moderato ma quotidiano di frutta secca e semi apporta ottime quantità di proteine, vitamine, sali minerali, acidi grassi omega 3 e fibre. Ecco una golosa ricetta a base di semi di girasole.

E ancora…

Limitate il sale, meglio optare per quello integrale; insaporite con spezie, sostituite lo zucchero (anche nei dolci!) con malto di riso oppure frutta disidratata.

E sì, cioccolato fondente! Ci aiuta anche con l’umore!!

Non dimentichiamo di cercare di svolgere un po’ di attività fisica. La volontà è tutto e anche fra le mura di casa possiamo praticare qualche esercizio. Il nostro organismo ringrazierà e ciò contribuirà anche a migliorare l’umore!