CUCUMIS SATIVUS – CETRIOLO

 

Questo articolo appartiene alla nuova rubrica nella quale il talento di una giovane fotografa calabrese, Marta Ranieri (clicca qui per visitare il suo profilo), si sposa con la bellezza dei prodotti che offre la terra. Colori e forme cristallizzati dallo sguardo di Marta saranno accompagnati da una mia breve narrazione sulla storia dell’ortaggio o del frutto scelto, sulla sua provenienza, su alcune curiosità a esso legate e, quando possibile, sull’etimologia del nome.

Il cetriolo appartiene alla famiglia delle Cucurbitacee (di cui fanno parte anche i meloni, i cocomeri e le zucche). Sembra che le prime coltivazioni,
poste ai piedi dell’Himalaya, risalgano a oltre 5000 anni fa.

Il nome cetriolo deriva dal latino volgare citriolum, termine che a sua volta deriva da citrus = cedro, per via del colore simile.

Lo scrittore latino Plinio il Vecchio racconta che Tiberio ne fosse così ghiotto da far costruire delle serre con ruote (in modo da poter essere trasportate al sole durante il dì e al riparo nel corso della notte) per avere i cetrioli durante tutto l’anno.

I cetrioli vengono raccolti durante il corso dell’estate.

I cetrioli possono generalmente sono consumati crudi, nelle insalate, o mangiati così conditi con un po’ di sale. Il cetriolo è utilizzato per la preparazione sottolio, sottaceto o sotto sale. Spesso nella cucina asiatica viene cotto! Io ho realizzato una ricetta (clicca qui per scoprirla) fresca, golosa e leggera, che appartiene alla cucina raw: la crema Verde Vegando!

Esistono diverse varietà. Il più diffuso è quello lungo verde degli ortolani. Ci sono varietà più tozze come il piccolo verde di Parigi che viene impiegato per i sottaceti, e come il white wonder.

I cetrioli sono ricchissimi di acqua (95%). Sono pertanto diuretici e rinfrescanti.

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